|
da
"Barbadillo.it"
https://www.barbadillo.it/132367-leredita-di-beppe-niccolai-e-il-ribellismo-oltre-gli-schemi-destra-sinistra/?utm_campaign=shareaholic&fbclid=IwY2xjawTV3iBleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeBCAC-4k4xYhcwQ4EHB6NOVh3RQo51f7vEgzc8Uq6RMyDvnRJSjXHbDf5fUY_aem_o7CiNDzG54jEMpYSCW3LYg
La prigionia a
Hereford lasciò una ferita profonda, per anni tenuta nascosta ma poi esplosa in
maniera dirompente negli ultimi anni della sua esperienza terrena. Su questi
"segnali di vita" aveva infiammato la mia generazione in battaglie politiche e
congressuali indimenticabili
L’eredità di Beppe Niccolai
e il ribellismo oltre gli schemi destra-sinistra
Fabio
Granata (27
luglio 2026)

Beppe Niccolai
Contro ogni Destra, vecchia e nuova, filosionista e filoamericana, potrebbe
essere importante tornare al pensiero di Beppe Niccolai, pensiero “non conforme”
caratterizzato da un rapporto problematico e conflittuale con buona parte della
classe dirigente missina della sua epoca, quella apertamente schierata con
l’Occidente.
Non correva certo buon sangue tra Giorgio Almirante e Beppe Niccolai. Gli uomini
erano diversi per esperienze e sensibilità. A dividerli profondamente, nella
loro ultima stagione politica, soprattutto la politica estera. Atlantista, il
primo, nobilmente antiamericano il secondo. Sulla pelle di Beppe Niccolai
bruciavano alcune scelte di campo del Msi, diventato nel frattempo Destra
Nazionale. Scelte inaccettabili alla luce dei suoi quattro lunghi anni di campo
di concentramento a Hereford nel Texas.
Niccolai prigioniero degli americani
Beppe Niccolai aveva visto morire per stenti e dissenteria, bastonature, pazzia
e sventagliate di mitra dalle torrette di guardia, molti dei ragazzi che con lui
dividevano quelle baracche e che avevano creduto a una certa Idea dell’Italia
nel cui nome non si erano arresi.
Pagarono tutti un prezzo crudele. Avevano tutti avuto il coraggio, e la colpa,
di essersi dichiarati prigionieri di guerra non cooperatori. Beppe Niccolai e i
suoi compagni di prigionia e sventura, avevano condiviso esperienze laceranti in
un tempo enormemente dilatato di sofferenza fisica e morale. Tutto questo lasciò
una ferita profonda, per anni tenuta nascosta ma poi esplosa in maniera
dirompente negli ultimi anni della sua esperienza terrena. Su questi “segnali di
vita” aveva infiammato la mia generazione in battaglie politiche e congressuali
indimenticabili.
Beppe Niccolai era restio a parlare del passato e della sua durissima prigionia
ma si accendeva di “passione e furore”, da vero Toscano, quando la Destra
mostrava servilismo alla Nato e all’America.
Non oso pensare cosa direbbe oggi… Quel servilismo lo imbarazzava ma soprattutto
lo faceva star male dentro. Se ne andrà, osservando alla fine un silenzio carico
di dolorosa disillusione, nell’ottobre ’89 con le tasche vuote e la faccia
pulita. Ma lascia un’eredità enorme. Un lascito unico da tramandare ai più
giovani, quello di un Ribelle italiano con un cuore puro e Idee formidabili.
Idee che ancora oggi potrebbero segnare un nuovo sentiero e indicare senso e
direzione di marcia “oltre la destra e la sinistra”, per una certa Idea
dell’Italia…
Fabio
Granata
Condividi
|